Laurino – la perla del calore

LA PERLA DEL CALORE “Abbarbicato su uno sperone roccioso proteso sull’abisso, Laurino, che conta circa 1700 abitanti, è uno dei centri più ricchi di storia di tutto il Cilento; una città d’arte dalla natura incontaminatae dalle limpide acque marine”.  CULTURA E ARTE LA STORIA L’epoca della fondazione risale probabilmente al III secolo a.C., nel secolo […]
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LA PERLA DEL CALORE

“Abbarbicato su uno sperone roccioso proteso sull’abisso, Laurino, che conta circa 1700 abitanti, è uno dei centri più ricchi di storia di tutto il Cilento; una città d’arte dalla natura incontaminatae dalle limpide acque marine”.

 CULTURA E ARTE

LA STORIA

L’epoca della fondazione risale probabilmente al III secolo a.C., nel secolo XII la popolazione superava di gran lunga i 20.000 abitanti, distribuiti tra il capoluogo e altre cinque frazioni, da cui sono poi nati gli altri piccoli centri adiacenti. Unica frazione rimane oggi Villa Littorio. Il borgo trae il suo nome dalla presenza della pianta dell’alloro (da latino Laurus, Laurinus); è comunque ipotizzabile anche un riferimento ai vicini monasteri brasiliani (Laure).

I CONVENTI

A Laurino sono presenti ben cinque conventi: Il Convento di San Benedetto, il Convento di Sant’Agostino, Il Cenobio Benedettino, il Convento dello Spirito Santo e il Convento di Sant’Antonio da Padova, che risale al XVI secolo e fu edificato sulle rovine del Nosocomio di Sant’Antonio Abate, con il concorso di nobili famiglie come istituto di beneficenza. In ingresso campeggiano le numerose pitture dedicate alla vita del santo, le quattro corsie del portico ospitano invece le meravigliose pitture che riproducono gli stemmi delle famiglie nobili che contribuirono alla costruzione. Annessa al convento vi è una chiesa: si possono ammirare sulla volta i ricchi dipinti dedicati alla vita di Sant’Antonio. Splendida la porta d’ingresso, interamente scolpita in legno e organizzata in diversi riquadri racchiusi in cornici.

PALAZZO DUCALE E RESTI DEL CASTELLO LONGOBARDO

Sullo sperone più alto della collina su cui sorge Laurino, sfidano ancora il tempo le rovine del primitivo castello longobardo. Il Castello de lauri è citato per la prima volta in un documento dell’agosto del 932. Nel suo impianto originario fu fondato dai Longobardi, approssimativamente agli inizi del X secolo. Considerati però i tempi necessari alla costruzione di un complesso così articolato e la notorietà che, già intorno a quella data, il castello sembrava avere, non è un azzardo ipotizzare una fondazione più antica, intorno alla fine del IX secolo.

LA COLLEGGIATA DI SANTA MARIA MAGGIORE

Su tutte le istituzioni ecclesiastiche dell’anno 1000 dominava la Collegiata di Santa Maria Maggiore, ricostruita nel 1776 in stile romano-barocco; famosa per i numerosi sinodi qui celebrati, il più importante dei quali fu quello del 12,13 e 14 dicembre 1649presieduto da Monsignor Tommaso Carafa. Questa chiesa, tra le più belle della zona, fu per molti secoli il centro della cristianità di tutto il vasto stato di Laurino. L’edificio attuale è il risultato di numerosi ampliamenti e rifacimenti di un’antichissima edicola dedicata alla Madonna Odigitria intorno alla quale era sorto, tra l’VII e il IX secolo, un cenobio itlao-greco. Il nucleo originario della chiesa, eretta a collegiata nel 1577, va individuato nella cripta che occupa la parte sottostante il presbitero e il coro.

L’ANTIQUARIUM

Il Museo Antiquarium   custodisce tutto quanto è stato ritrovato nei pressi di Laurino, le cui remote origini sono documentate da alcuni giacimenti archeologici come la grotta dei Fraulusi in località Pruno e la Tempa di San Giovanni. Gli studi condotti nel corso dei ritrovamenti datano le testimonianze archeologiche della valle del Calore al Neolitico finale (fine IV-inizio III millenio a.C.)

NATURA E SPORT

 Laurino, la “Perla del Calore” è celebre in tuta Italia per le sue meraviglie naturali. La collina del Monte Cavallo, su cui sorge il paese, scivola da un lato, dolcemente, verso la valle e dall’altro cala a strapiombo su una rupe nascosta dalla folta vegetazione. Le alte vette formano gole profonde, dalle quali si riversano copiose sorgenti d’acqua che si gettano nelle acque limpidissime del fiume Calore.

 

LA GRAVA DI VESALO

a laurino la grava di vesalo
laurino la grava di vesalo

A Laurino troviamo il più grande inghiottitoio del complesso appenninico Alburni-Cervati: la Grava di Vesalo rappresenta uno dei fenomeni carsici più famosi d’Europa. L’ampia voragine, costituita da un doppio pozzo di 43 e 100 metri al cui fondo si apre una caverna a galleria-in cui si riversano le acque del torrente Milenzio- è formata da un susseguirsi di pozzi, cascate e laghetti.

 

I SENTIERI TRA STORIA E NATURA

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Di particolare bellezza e interesse è infine il sentiero che conduce alla Grava di Vesalo. Dopo aver attraversato i bellisimi

, sul fiume Calore, si incontrano in successione la Cappella rurale di Sant’Elena, le suggestive Sorgenti di Gorgo-Nero e la Valle Soprana da cui scorgono le guglie rocciose dello Scano del Tesoro. I paesaggi, incontaminati, ospitano varie specie di animali, anche rare, come la lontra. Interessanti le escursioni fino alle pendici dei Monti Cavallo, Cervati e Pruno, che ospita la Grotta dei Fraulusi e quella di Sant’Elena, dove la Santa visse in assoluto eremitaggio e morì nel 530.

 

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